Quel passo in più...

Uno. Dieci. Cento. Mille. Perso il conto, passi lunghi, una vita.
Passi ansiosi; passi lenti; passi stanchi.
Passi rabbiosi, pestati per terra; passi veloci, a rischio inciampo; passi appesantiti, fanno rumore; passi allegri, a saltelli.
Passi strisciati; passi a due; passi in solitaria; passi senza traguardo nè meta.
Passi.
Ho sempre amato camminare, usare i piedi, stancarmi. Avere caldo, sentire il cuore accelerato, le irregolarità del terreno sotto i calcagni.
In solitudine, è stata una conquista al piacere, rubata all' orgoglio e al senso, tutto mio, percepito, di sconfitta apparente. Un soppiantare immagini fallite di abbandono e solitudine; di case spoglie e mute, di fianchi vuoti e borse della spesa allungate fino a grattare terra, caricate allo sfinimento; di occhi indagatori, inclementi e beffardi, ma quanto, poi, così attenti ai passi rapidi solitari, appena sfiorati?
Quando cammino penso.
Penso e guardo.
Immagino, mi nutro del sottile percepito, sogno.
Vedo vite passarmi accanto, respiro profumi strani, violenti a volte, di chi, a suo modo, aspira a lasciare un segno, che spezzi lo sfiorarsi senza traccia di sconosciute indifferenze.
Caccio la natura, in quei passi in fuga. Un albero solitario, non troppo cascante e inaridito; acque marine all' orizzonte, digradazioni di rosso arancio; il moscone che vola rombando, in proporzione del suo corpo millimetrico, ad un soffio dal mio orecchio. Annuso l' aria, gonfia o secca; ora calda e pesante, ora fredda.
Il pensiero parla e dice: non mi basta.
Questa veste, questo corpo, questi viaggi in suggestione, questa stessa vita, tutto questo, non mi basta. Mi urla dentro. Io non mi accontento.
Cammino, quasi corro, aprirei la bocca, mentre avanzo, per ingoiare aria fino in fondo a riempire la piena capacità.
Ho fame e sete. Avide aspirazioni di senso e materia, come acqua di mare non rimango ferma in un nessun punto, neppure quando immobile, bloccata , fissa solo nella forma.
Passi ne ho messi tanti, l' uno di fila agli altri e sono andata lontano per poi ritornare, spesso zigzagando.
Linea dritta e poi zig-zag; linea dritta e poi zig-zag.
Uno, dieci, migliaia di passi in più, verso mete, incontro ad altri. Passi come quiete evasioni.
Un po' dritti, un po' a zig-zag.
In porto e via di nuovo.
Quando stanca, prendo il tempo per riposare, in vista dello slancio che non mi aspetta, l' ho sempre cercato io.
Mara
http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_leggimi_nei_pensieri.htm
http://www.locanda-almayer.it/
http://www.qlibri.it/recensioni/letteratura/narrativa-italiana/racconti/









