venerdì 20 giugno 2008

Quel passo in più...


Uno. Dieci. Cento. Mille. Perso il conto, passi lunghi, una vita.

Passi ansiosi; passi lenti; passi stanchi.
Passi rabbiosi, pestati per terra; passi veloci, a rischio inciampo; passi appesantiti, fanno rumore; passi allegri, a saltelli.
Passi strisciati; passi a due; passi in solitaria; passi senza traguardo nè meta.

Passi.

Ho sempre amato camminare, usare i piedi, stancarmi. Avere caldo, sentire il cuore accelerato, le irregolarità del terreno sotto i calcagni.
In solitudine, è stata una conquista al piacere, rubata all' orgoglio e al senso, tutto mio, percepito, di sconfitta apparente. Un soppiantare immagini fallite di abbandono e solitudine; di case spoglie e mute, di fianchi vuoti e borse della spesa allungate fino a grattare terra, caricate allo sfinimento; di occhi indagatori, inclementi e beffardi, ma quanto, poi, così attenti ai passi rapidi solitari, appena sfiorati?

Quando cammino penso.
Penso e guardo.
Immagino, mi nutro del sottile percepito, sogno.
Vedo vite passarmi accanto, respiro profumi strani, violenti a volte, di chi, a suo modo, aspira a lasciare un segno, che spezzi lo sfiorarsi senza traccia di sconosciute indifferenze.

Caccio la natura, in quei passi in fuga. Un albero solitario, non troppo cascante e inaridito; acque marine all' orizzonte, digradazioni di rosso arancio; il moscone che vola rombando, in proporzione del suo corpo millimetrico, ad un soffio dal mio orecchio. Annuso l' aria, gonfia o secca; ora calda e pesante, ora fredda.

Il pensiero parla e dice: non mi basta.
Questa veste, questo corpo, questi viaggi in suggestione, questa stessa vita, tutto questo, non mi basta. Mi urla dentro. Io non mi accontento.

Cammino, quasi corro, aprirei la bocca, mentre avanzo, per ingoiare aria fino in fondo a riempire la piena capacità.
Ho fame e sete. Avide aspirazioni di senso e materia, come acqua di mare non rimango ferma in un nessun punto, neppure quando immobile, bloccata , fissa solo nella forma.

Passi ne ho messi tanti, l' uno di fila agli altri e sono andata lontano per poi ritornare, spesso zigzagando.
Linea dritta e poi zig-zag; linea dritta e poi zig-zag.
Uno, dieci, migliaia di passi in più, verso mete, incontro ad altri. Passi come quiete evasioni.
Un po' dritti, un po' a zig-zag.
In porto e via di nuovo.

Quando stanca, prendo il tempo per riposare, in vista dello slancio che non mi aspetta, l' ho sempre cercato io.

Mara

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6 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Io non amo camminare per strada da sola, mi sento osservata, giudicata...
Preferisco sempre uscire con le amiche o con il mio ragazzo, mi sento più protetta, anche se non riesco poi a godermi tutto quello che mi passa vicino...

Bello il pezzo, brava!

Pinky

20 giugno 2008 14:47  
Anonymous Anonimo ha detto...

ciao mara! bellissimo questo post...è bello camminare e pensare. soffermarsi a sognare e a ricordare ciò ke è stato, ciò ke siamo stati e forse anche quello che diventeremo.....mi piace ascoltare il rumore delle macchine che mi passano davanti, mentre io mi cimento nei miei pensieri......

20 giugno 2008 15:57  
Blogger Mara ha detto...

Grazie ad entrambe. I nostri pensieri sono la parte più libera di noi stessi.
La lingua, il corpo, i gesti, gli sguardi, si possono ingabbiare.

I pensieri mai. Sono nostri e di nessun altro.
E, a volte, forse, andrebbero lasciati al silenzio per preservare la loro preziosità.

Baci!

20 giugno 2008 16:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ho sempre amato camminare, perdermi nei passi frettolosi della gente..osservare i movimenti degli altri, per poi osservare i miei..ho sempre amato perdermi tra la folla..forse per sentirmi diversa, i forse solo meno sola..
mi capita spesso di immaginarmi diversa..di perdermi nei supermercati, fare conoscenza con le gente e presentarmi con nomi sempre diversi..una volta sono unoiversitaria, altre volte una semplice turista e poi altro ancora..bello..giochi e allo stesso tempo hai modi di conoscere mille parti di te stessa.
brava..scrivi ancora..e aiutaci a imaginare!!
un bacione, manu

21 giugno 2008 12:55  
Blogger Mara ha detto...

@ Manuela:
Che gioia leggerti, ti scopro anch'io diversa ogni giorno, ricca di sfumature, secretate e appassionanti...

Ti abbraccio forte.

21 giugno 2008 12:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ciao Mara,
complimenti!

Io da piccina odiavo camminare ed ero una vera guastafeste. Quando ero stanca mi fermavo dicendo agli altri di andare pure avanti e ripassarmi a riprendere più tardi. Non l'hanno mai fatto però. Probabilmente sapevano che davvero io sarei rimasta ferma lì! Non come quei bambini che poi ti corrono dietro appena ti allontani!

Adesso invece, riesco ad apprezzare tutta la poesia di camminare... Sì, beh, tranne con le buste della spessa sotto il sole! In queste occasioni cerco di immedesimarmi in qualche eroina dei film o nelle donne africane che macinano chilometri per portare l'acqua ai propri figli! Ah, la fantasia di Clo!

Buona giornata,
Clo

23 giugno 2008 09:16  

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