Il debutto.
La sensazione è stata quella delle guance in fiamme.Nessun bisogno di ricoprirle con entrambe le mani per sentire l' afflusso di sangue che brucia al tatto.Il calore sgorgava dall' interno, sotto un sottile strato di pelle e, a macchia di color rosso diluito, si allargava arrossando la superficie.
Piccola, abbagliante novità: ieri, non ho avuto bisogno del blush.
...
L' appuntamento è per le 16, in tv.
Ecco, il mio debutto.
Ho un' esterna in Provincia, dovrò intervistare il capogruppo dell' opposizione di un piccolo Comune e fare delle domande alla gente per strada, in merito all' operato del nuovo sindaco. Entro le 18 il rientro, per la registrazione vocale della scheda che ho preparato.
Ora lo so, ne sono certa: non mi sono sentita così agitata neppure quando -me ne rendo conto solo adesso- con assoluta incoscienza, sono stata ospite di Maurizio Costanzo in diretta a "Stella", o quando il 12 marzo scorso è iniziata la mia avventura via webcam.
Sorprendentemente realizzo, mentre sono seduta in macchina con l' operatore che mi accompagna e chiacchiero del più e del meno, di aver vissuto quei momenti nella culla di un sonno dolce senza incubi...
Da autentica, assoluta, completa, inequivocabile, PAZZA... Da incosciente senza pari.
E di essermi buttata, con un paracadute striminzito, a diecimila piedi, da un aereo in volo, senza training nè istruttore.
E di essermi goduta lo spettacolo, divertendomi, come se a saltare, nuotando nell' aria, ci fosse un' altra, non io...
Il mio volo è stato senza fiato. Follia preziosa il salto, esaltante l' emozione del vuoto.
Un piacere senza peso, nè sogni, senza futuro.
Nessuna paura. Nessuna incertezza. Nessun dubbio.
Niente terra visibile, nè facce curiose o speranzose, spaventate o gelose.
Nulla.
Il vuoto.
Solo io.
...
Insomma, ieri è andata. Debutto alle spalle.
Non è più tale, e come chiamarlo allora, visto che il nuovo è così nuovo per me, da sentirmi ancora con indosso le vesti chic dell' ingresso in società per signorine di buona famiglia?
Domani si riparte. Con la diretta. Prima serata e passi la paura.
E' un imperativo: non passa, ma passi la mia paura.
E' l' auspicio, forse un po' dispotico, di chi ora ci vede, ha gli occhi bene aperti della sadica ragionevolezza, dorme con difficoltà e incespica con la lingua...
E' la certezza di chi sa che è diventato un lavoro, ma la pace c' è, ed è tutta nella stretta toppa d' oro in cui infilare la chiave di un lieve, insensato, piccolo, divertimento.
Mara
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