mercoledì 18 giugno 2008

Profumo di verde.


Sono cresciuta fra i colori della pioggia.
Toni, sfumature, evasioni di grigio, acciaio, polvere, pietre.

Alcune notti pioveva sabbia, portata chissà dove, da solitari deserti di dune, oltre golfo.
La mattina, al risveglio, in tanti godevano come bambini: strati sottili giallo-canapa, velati su ogni piano.
Nuovo colore alla città, tutto diverso.
Via palazzi e marciapiedi. Portoni e chiavistelli. Facciate tutte uguali, brutture di costruzioni senza perchè. Invisibile colore, amore oscurato.
Via, tutto via.

A pochi isolati da casa mia, c' era una strada, lunga, dritta; su un lato due cortili, alberati.
L' angolo prima, l' interno di una scuola, un canestro da basket nel mezzo e uno spiazzo piccolo per fuggire, dentro linee gialle scrostate in terra, a segnare il limite di un campo irregolare.
L' interno era cinto da muri alti e serrato da un cancello di ferro, attraverso cui era possibile vedere un' idea di qualcosa, infilando l' occhio nella stretta fessura fra un' asta e l' altra.

Passando di lì, sempre di corsa, rivedo me stessa, piccola, minuscola, aggrappata al cancello, girare, di qui, poi in là, destra, sinistra, il viso, per scoprire se c' è qualcuno che sta ancora giocando.
In realtà basterebbe l' orecchio, senza neppure tenderlo, perchè le grida di ansia, voglia di vincere, foga, offrono la loro risposta.

Tornata a vivere nella mia città, dopo alcuni anni in terre piovose e rigogliose, fra vegetazioni spontanee e le colture dell' uomo vivificate da acque abbondanti, mi sono domandata spesso perchè proprio quella via, o meglio, i soli due isolati di quella strada lunga, mi facessero sobbollire il sangue e salire il vuoto d' aria nel petto, al solo scorgerli da lontano...

La risposta era semplice, nitida come il profumo che sale dalla terra.
Tutta in quel breve, appena visibile, spruzzo di verde a macchie, nascosto fra le mura dei cortili, fra la polvere della città senza colore.
Nel respiro di natura libera in metri cubi di bitume e catrame e polveri sottili.

In tutto questo e nell' energia aggressiva e violenta dell' infanzia che non vuole perdere neppure una partita.

Mara

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