domenica 24 agosto 2008

Piccolo elogio di Pomi d' oro al sapore di sole.


Boule rosse, sfere lucide,
cuori di purea, piccioli duri.
Pelle sottile, grinze vicine,
aperte fessure al tocco,
senza dolore, senza volere.

Acqua dolce che scende, chicchi piccoli con areola scura,
vertici rigidi, nella polpa molle.
Colore maturo, fibre screziate.
Pienezza di rotondità setose e tubercoli impropri che spuntano timidi, colpevoli.

Acerbo sapore, agre tocco al palato, piacere a metà.
Gusto dolce, tonalità sanguigne e vive, sapidità scaldata dal sole.

Creature di natura avara, cresciute in culla calda,
un rivolo d' acqua e terra grassa per nutrimento.
Riempiti di sapore di sole, emersi da campagne rosse e dure, protetti da maglie strette, scure.
Coltivati con il fiato, ammirati nel desiderio,
adorati nello splendore del colore del fuoco.

Preziosi frutti di un piacere che va perdendosi, in un ricordo lontano, dall' oro sulla lingua della memoria.


Mara

Etichette: