domenica 2 novembre 2008

Il sentiero dei ricordi.


Giorno di sentimenti e colori intimi dalle sfumature segrete, lontane.
Melodie dolenti, canzoni dolci e amare, armonie di sorrisi che si consolano di ricordi buffi, voci di pianti silenziosi persi in una nebbia scura al centro del petto.
...
Il culto dei morti ha per me l' odore di fiori in vasi di vetro opaco, su di un piccolo altare casalingo in marmo.
Ha la fatica di un corpo pesante su ginocchia piegate.
Ha il rumore sommesso di misteriose orazioni, lunghe corone di grani scuri di legno, per la grazia di anime amate, o ricordate, talvolta, solo per invincibile senso del dovere.
Il culto dei morti ha il volto di mia nonna materna e la coriacea consapevolezza di una ritualità quotidiana senza assenze o mancanze, un sentimento di sacro rispetto e timore.
Due giri di rosario per cento eterno riposo quotidiani, giaculatorie ritmiche a suggellare l' invocazione alla pietà di Dio per chi, cosciente o volente, aveva peccato e attendeva nella privazione del Purgatorio.
Mia nonna pregava. Affinchè il transito di espiazione fosse breve e l' accoglienza in Paradiso non tardasse ad arrivare. Era dovere per lei. Era amore. Era culto.
...
Ogni giornata della memoria ha sempre avuto, nella mia esperienza della perdita, il sapore di una interruzione infelice del ritmo del ricordo.
Allo stesso modo, ogni anno, mi compiaccio nell' osservare, lungo i viali dei luoghi del riposo, i passi lenti affaticati dagli anni, o le corse giovani e frettolose trattenute per sentito rispetto.
Osservo ammirata la ritualità composta, i sentimenti di partecipata corrispondenza fra coloro che sono raccolti a compiere i medesimi gesti, a ripetere le stesse parole, ricordando volti e nomi diversi, con uguale tenerezza e rimpianto.
Accolgo così il senso di un giorno in onore del rito, che frattura il flusso serrato della vita e onora di atti visibili gli affetti del cuore spesso vissuti in silenzio, nell' invisibilità della solitudine.
...
La pena della perdita rimane a corto di parole.
Ne vengono proferite poche, si assomigliano tutte, sebbene raccontino dolori dalle sfumature infinite e piangano storie nutrite di ricordi lunghi vite ed esperienze sature di eventi, emozioni, sguardi, voci.
Poche, povere parole.
Non sembrano adatte a esprimere il dolore.
Lo comprendo con crescente consapevolezza: inaridiscono i significati, lapidano i ricordi in fotografie statiche, stendono coperte monocolore su vicende umane così ricche di sentimenti insondabili da non poter accettare riduzioni o definizioni.
Il dolore non ha parole. La sofferenza vera va lasciata alla cura del silenzio.
Chi ha amato, chi patisce, va accolto come colui che sperimenta la pazzia. Con generoso amore, attenzione delicata, tacito rispetto. Senza troppe parole.
In un silenzio scevro di sè.
Mara

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10 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Solo un bacio.
Ogni altra parola sciuperebbe il raccoglimento di questo post.

Elena T.

3 novembre 2008 15:22  
Blogger Mara ha detto...

@Elena GT: cara, è un po' che ci giro intorno, ma sai che un personaggio importante del mio prossimo romanzo me lo stai ispirando tu?

: )))))

Tanti baci.

3 novembre 2008 16:22  
Blogger Mara ha detto...

@Elena T.: Elena cara, scusami per il GT di prima, non ero ancora passata dal tuo blog e non sapevo del cambio del nome, nè della tua decisione di chiudere...

Non ti nego che nel petto sento un piccolo dolore... come un colpo preso che duole, come un tonfo sordo...

Capisco tutte le tue motivazioni e le condivido, perchè tenere un blog vivo e coltivare la ricchezza di tutti coloro che lo frequentano non è cosa di poco conto, ci vuole tanto, tanto tempo e impegno.

Tu però per me sei e resti un piccolo faro, un esempio e una persona a cui tengo molto. Spero perciò di non perderti, nonostante il tuo bisogno di staccare per sentirti di nuovo libera come sei e, ne sono certa, non potrai mai smettere di essere.

Un bacio, ti voglio bene.

3 novembre 2008 17:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Mara, apprendo qui da te la notizia circa la decisione di Elena...
Approfondiro. A me Elena ha dato e continua a dare tanto, in umiltà, umanità, coraggio e forza.

Quanto al tuo, di post... per me sono momenti dolorosi ma intimamente belli anche questi...

3 novembre 2008 18:27  
Blogger Mara ha detto...

@Gdn: di Elena potrei dire anch' io le stesse tue cose, mia cara Giò...

Quanto al post, ormai un po' ci conosciamo e so che anche la sofferenza ha per te la medesima dignità e il valore dei momenti di più viva felicità, se non la stessa struggente attrattiva.

Un bacio grande.

3 novembre 2008 18:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Grazie ragazze!! Grazie davvero!!

Anch'io vi voglio molto bene, ma tutto ha un inizio e una fine e per me la fine era giunta.
Non per la nostra amicizia però!

Mara, a te cosa dire?? Non ho parole! Davvero!
Ti dico solo che voglio essere la prima a leggere quel romanzo! Se vuoi..

Un bacione grande!
Elena T.

4 novembre 2008 00:47  
Blogger Mara ha detto...

@Elena T.: cara, certo, la nostra amicizia continua, anzi, non vedo l' ora di venir su in quel di Prato ad abbracciarti dal vivo! : )))))

Quanto al libro, certo, contaci! Per ora è solo un abbozzo, un' idea da sviluppare con cura, ma prima o poi sarà finito e allora...

Tanti tanti baci.

4 novembre 2008 00:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Lo sai che anche la scrittura era una passione?? Una passione che avevo moltissimi anni fa e che poi ho abbandonato per dedicarmi ad altro, come spesso succede..
L'idea di averti ispirato un personaggio mi fa un immenso piacere! Non immagini quanto!!

Un bacione!!
Elena T.

4 novembre 2008 11:46  
Blogger Mara ha detto...

@Elena T.: che gioia trovarti qui, oggi. Avevo paura di non vederti più... anche se, stanne certa, lo avrei capito.

Ti voglio bene, Elena mia!!!

4 novembre 2008 11:57  
Anonymous Anonimo ha detto...

Stai tranquilla che non mi perdi!
Anzi, l'invito è sempre valido ovviamente!..
E poi puoi continuare a leggermi dall'altra parte.. ;)

Elena T.

4 novembre 2008 13:08  

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