sabato 18 ottobre 2008

Books.

Libri sapore della mia vita.
Piacere della carta, del tocco di una copertina soda, dell' uso sciolto di un tascabile che si piega.
Attesa nella curiosità di una trama che scorre, in cerca di una scoperta o di un senso proprio. Immersione, ricerca, distrazione.
Fuga.

...

Il primo di ogni cosa, dicono, non si scordi mai.

Il primo libro tutto mio, a sorpresa nelle mie mani, fu "Papà Gambalunga".
1912, una scrittrice americana racconta la storia di Judy, un' orfana cresciuta in un orfanotrofio, senza poter godere di nulla che non sia la sua viva immaginazione e la divorante passione per le lettere e la scrittura. Senza famiglia, senza denaro, Judy appare destinata a vivere imprigionata come istitutrice nell' infelice luogo dove è cresciuta, ma un giorno, all' improvviso, il sogno irrompe nella sua vita sotto forma di realtà: un ricco benefattore le offre la possibilità di frequentare una prestigiosa università, colpito dal suo talento per la scrittura.
Quest' uomo, che vuole restare a lei ignoto, le chiede solo una lettera al mese, per conoscere la sua vita al college, il prosieguo dei suoi studi, se è felice, se sta bene.
Judy di lui ha visto solo un' ombra sulla parete: due lunghe gambe, infinite.
Per lui farà molto di più, gli scriverà molte lettere, e le indirizzerà a Papà Gambalunga, per via di quella sagoma che sembrava tirata in su come una molla.
Continuerà a pensarlo come un anziano, generoso, gentiluomo, gli racconterà del suo amore appena nato, finchè...
Che dire, romanzo di formazione per signorine, con atteso happy end e morale felice dell' ultima, bella, pagina.

Le librerie sono il mio posto prediletto nel mondo.
In quel ventre generoso di infinite vite e storie, di scrittori e delle loro creature, le ore scorrono nè lente, nè veloci. Il tempo è un luogo a sè. Non avanza e non è immobile, ricrea uno spazio tangibile di emozione goduta senza lancette.

I miei libri, appena letti, appaiono come nuovi.
Non li piego, non li apro a metà, li tengo con cura religiosa persino quando il momento della lettura è nel mio letto.
In genere, mi sdraio su di un fianco, con il libro poggiato sul cuscino dalla parte della pagina che ho già letto e, quando devo cambiare, mi metto supina, in modo da non piegarlo.
Ciò, anche se si tratta di un pocket, il formato che acquisto di più, in verità.

Quando ero più piccola, mi capitava spesso di scambiare i libri con un caro amico, con cui condivido il piacere della lettura e, in fondo, anche i gusti letterari. Mi incuriosiva molto vedere come mi rendeva i libri che gli avevo prestato: tornavano a me semi distrutti.
Capivo, da questo, quanto lui amasse viverli, anche fisicamente.
Una volta, gliene cadde persino uno dal balcone, mentre leggeva e contemporaneamente badava al fratellino più piccolo!

Quest' anno ho letto moltissimo. Più che in quelli passati, senz' altro perchè ho studiato di meno.
I libri universitari, devo dire, sono stati, nella mia esperienza, una triste penalizzazione del piacere della lettura, nel senso che, nel tempo libero, non riuscivo in alcun modo a veder scorrere ancora parole scritte sotto i miei occhi.

Quando voglio premiarmi per qualcosa di importante che è andato a buon fine, frutto di impegno e passione, compro libri. Spesso più di quanti riesca a leggerne nell' immediato futuro, ma non posso farne a meno: compro libri.
Hanno il sapore del tempo tutto per me. E non esiste cosa al pari preziosa.

Stanotte ho finito "Ho qualcosa da dirti" dello scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi.

Ultimamente ho sofferto un po' per aver lasciato un paio di libri inconclusi.
Non potevo, non ci riuscivo, non andavo avanti. Mi annoiavano.
Storie povere, debole mordente, labile empatia. Poca capacità di avvincere. E non perchè io ami le emozioni da triller, tutt' altro.

I bei libri mi lasciano sempre la voglia di non iniziarne subito altri.
Sembrano gelosi, possessivi... Come volessero restare i padroni, ancora per un po', dei miei pensieri e dei miei desideri.


Mara

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13 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Appena possibile torno a leggere questo post perché adesso devo scappare.
Intanto ti ho lasciato un altro commento in risposta su quello vecchio.

Buon wend Mara!!
ElenaGT

18 ottobre 2008 14:05  
Blogger Mara ha detto...

@ElenaGT: Elena mia bella, ho avuto un pomeriggio di fuego e domani sarà lo stesso! (Al Master in Counseling!)
In più, un automobilista pazzo mi ha quasi messa sotto facendo retromarcia e alle mie proteste c' è mancato poco che mi prendesse a parolacce!!!

E' meglio buttarmi fra le lenzuola, va!

Un bacio grande, Elena mia!

18 ottobre 2008 22:42  
Anonymous Anonimo ha detto...

Eccomi di nuovo e letto il post!

Il mio primo libro in assoluto credo che sia stato Le Avventure di Tom Sawyer. Mi ricordo che mi prese talemente tanto che non riuscivo nemmeno ad addormentarmi al pensiero di mettermi a leggere! La sera facevo finta di dormire e attendevo che anche i miei andassero a letto, poi, quatta quatta, andavo a chiudere la porta di camera mia per accendere la luce e mettermi a leggere fino a quando crollavo vinta dalla stanchezza.
Mia mamma se ne accorgeva di sicuro al mattino quando mi trovava a porta chiusa, luce accesa e libro nel letto, ma non mi ha mai detto niente. Anzi, ha cominciato a portarmi più spesso in libreria!..

Curiosità.
Anch'io i libri li adoro e non li spiegazzo. Nemmeno li presto per timore che non mi tornino indietro o che non tornino come erano all'origine.
I libri io li vivo, li sottolineo e ci prendo delle note a margine, ma non li strapazzo.
E ne sono gelosa. Perché dopo averli vissuti quelli sono i MIEI libri con la mia MIA vita e pertanto diventano personalissimi e intimi più di un paio di mutande!

Bacione Mara!!
Buona settimana!

ElenaGT

20 ottobre 2008 00:46  
Anonymous Anonimo ha detto...

Quando ho tra le mani IL mio libro nuovo avverto un sottile fremito di piacere all bocca dello stomaco, come quando incontri una persona che ti fa battere il cuore. Ovvio, non riesco mai a prenderne uno solo, perchè scegliere? Mi impongo però il limite massimo di tre e poi corro verso la cassa con il mio bottino. Il mio primo libro "Piccole Donne", iniziai a leggerlo appena salita in macchina con i miei, subito dopo l'acquisto. Ricordo che da ragazzina, tornando da scuola, scendevo dall'autobus continuando a leggere (quando non ero distratta dal mio bell' accompegnatore...concedetemi la divagazione)e nel tratto di strada, davanti alla terrzazza di casa nostra avvertivo già il nervosismo di mia madre nel vedermi avanzare con passo lento e incerto e il libro in mano, quando lei aveva già la pasta in tavola che aspettava solo me...sorrido, ripensando a tutte le volte che mi si chiamava e non rispondevo e più di alzava il decibel dell'urlo cacciato dai miei o dai miei nonni, riemrgevo dalla lettura con un flebile "eeeeh" e poi "Si, un atttimo" e ancora "Si, sto per arrivare"...ma, scusate signori, io dovevo arrivare alla fine del capitolo... Aria

21 ottobre 2008 11:05  
Blogger Mara ha detto...

@ElenaGT: grazie Elena cara per questo bellissimo commento. Mi hai fatta sorridere e pensare: è proprio vero, dalla malattia dei libri non si sfugge!

A proposito della "libro-gelosia", il tuo commento mi fa comprendere meglio mia sorella che, alcuni libri particolarmente significativi e importanti per la sua vita, è refrattaria a prestarli persino a me!

Un bacio grandissimo.

21 ottobre 2008 11:25  
Blogger Mara ha detto...

@Aria: Aria mia, che gioia ritrovarti qui, il Blorum soffriva dell' assenza dei tuoi commenti!

Sì, anch' io in libreria devo impormi un limite, e pure per me quegli acquisti sono un vero bottino. Interrompere la lettura un fastidio insopportabile, i richiami imperiosi, inevitabili!

Grazie Aria mia, per quello che scrivi, per i tuoi ricordi, le tue esperienze.

21 ottobre 2008 11:29  
Anonymous Anonimo ha detto...

Mara, quello che ho scritto posso metterlo "da me"? Ti spiace?

21 ottobre 2008 11:39  
Blogger Mara ha detto...

@Elena o Aria: per entrambe, non mi dispiace affatto!

; )

Baci a tutte e due.

21 ottobre 2008 11:59  
Anonymous Anonimo ha detto...

Fatto...grazie...c'è una dedica anche per te!! Arietta

21 ottobre 2008 14:38  
Blogger Mara ha detto...

@Aria: Grazie Arietta mia. E' un bellissimo post. Ti ho già commentata.

Un bacio immenso, a domani!

: )

21 ottobre 2008 23:29  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sembra di rivedere me. Anche a scuola non maltrattavo mai i libri. ero convinta che avssero un'anma propria, che ciò che custodivano era un religioso valore di cui non si potesse e dovesse far scempio, come invece vedevo fare ai compagni.
A trasmettermi l'amore per la lettura è stata mia madre, che sin da piccola mi ha addolcito le giornate con sogni di vite parallele che io animavo nella mia fantasia.
ho iniziato a leggere a circa 4 anni e lo ricordo ancora come fosse oggi. Giravo contenta intonro al tavolo della cucina, mantre mamma stirava davanti la finestra. Per me fu una svolta epocale. Da allora non mi sono mai fermata. Ho iniziato con le favole dei fratelli Grimm, poi il Libro cuore, in seconda elementare mi colpì tantissimo. Non so perché, forse per la semplicità e la genuinità di vite che già allora mi affascinavano.
Man mano che crescevo mi addentravo in romanzi sempre più diversificati e complessi. A chiunque mi chiedesse che volevo regalato, chiedevo sempre libri. ne ho tantssimi. due pareti piene in una libreria ad angolo, che va da spigolo a spigolo.
Oggi leggo molto meno, sono stanca spesso e non sempre trovo tra le pagine quell'energia che vorrei.
Attualmente sto leggendo un libro regalatomi da colui che consdiero il mio secondo padre. E' il Vangelo segreto di Maria. Adesso non vedo l'ora di sapere che libri mi porterà mia sorella da Pisa.
Ovunqeu ci sia una libreria, lì ci sono io. Sono stata capce di spendere anche 200 e solo in una volta per romanzi, saggi e narrativa. Di regalare libri anche costosi a persone appena conosciute ma di cui notavo il gusto e la passione, il rispetto della cultura.
Credo che senza leggere, senza libri, io sarei stata una bimba e poi una donna vuota.

30 ottobre 2008 13:05  
Blogger Mara ha detto...

@Gdn: grazie mia cara.

Ad ogni rigo letto, di questo tuo commento, affiorava da dentro un sorriso sulle mie labbra...
Potrei ritrovare me stessa in ogni piccolo tuo ricordo, il libro per me ha sempre avuto lo stesso sapore e lo stesso valore.

Anche per questo tuo commento vale quanto detto a proposito dei precedenti: non c' è davvero null' altro da aggiungere.
Solo grazie, mia cara.

2 novembre 2008 14:05  
Anonymous Anonimo ha detto...

Io ne ho troppi sul mio comodino a far la polvere, ma continuo a comprarli perchè arriverà il momento in cui ritroverò l'energia e la voglia di leggerli.

5 novembre 2008 17:00  

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