lunedì 10 novembre 2008

Mama Africa: Tributo personale a Miriam Makeba.

Il post di oggi è un post senza pretese.

E' solo un semplice ricordo, del tutto personale, di una donna che ha vissuto giorni profondi, densi di senso, nutriti di forza e di verità.
...
Il 27 luglio del 2005 a Grottaglie, un piccolo centro di provincia noto per le sue ceramiche, vidi Miriam Makeba.
Il Festival di musica etnica e popolare "Musica Mundi" la accoglieva, quell' anno, come ospite d' onore.
In un complesso evocativo di cave di tufo, buio e polveroso come immagino fosse la terra antica, l' ho sentita cantare.

Ho ascoltato la sua risata forte, di gola, di cuore.
La sua voce, le sue parole accorate di canzone in canzone.
L' ho vista danzare su di un palco troppo piccolo e stretto per la sua voglia di riempirlo e per la pienezza della sua passione.
I miei occhi si sono colorati delle sfumature delle sue vesti e le mie orecchie sono state catturate dal suono ritmico, ancestrale, dei tamburi dei musicisti che la accompagnavano, con il rispetto che si deve alla madre di tutte le madri della terra.

Lei cantava.
La voce nasceva dal profondo del suo petto e sembrava ridesse. Spesso rideva.
Come per la gioia e il piacere di essere lì, felice di avere ad ascoltarla un pubblico incantato.

Miriam cantava.
E lo faceva perchè non avrebbe potuto fare altro. Lo disse più volte, in quella serata calda.
Non avrebbe potuto fare altro, non sapeva fare altro. Così raccontò di sè.

Sapeva fare molte altre cose, invece. Perchè era coraggiosa, e impastata di sangue, anima e smisurata passione.
A settant' anni passati, sentiva che solo il suo corpo recalcitrava un po', non era più il compagno di un tempo. Quel 27 luglio di tre anni fa, disse che quella sarebbe stata la sua ultima tournèe.
Amava moltissimo l' Italia, voleva congedarsi e salutare tutti da qui, dal nostro paese.
Durante il concerto, passò il testimone, affidò la sua eredità ad una delle sue nipoti, una vocalist florida e sorridente, che sparse brividi nell' aria, con una nenia sudafricana a sola voce.

Miriam Makeba è morta oggi a Castel Volturno.
Dopo aver cantato in un concerto che lei sentiva importante, una doverosa testimonianza nella lotta per la giustizia cui aveva dedicato il senso della vita.
Ha vissuto il suo ultimo giorno cantando e invocando il diritto alla legalità e all' uguaglianza fra i popoli. Così come aveva fatto per anni, nella sua battaglia contro l' orrore pestifero dell' apartheid.

Un' esistenza intera spesa per la passione e per la giustizia.

Mi piace pensare che Miriam Makeba avesse chiaro il valore e la preziosità insostituibile di ogni singolo giorno in cui i suoi occhi neri si sono aperti alla vita.
Anche se, probabilmente, come tanti altri grandi, si sarebbe schermita e avrebbe detto di aver vissuto come sentiva, come doveva, per un intimo bisogno di fedeltà alla condizione privilegiata di essere umano.


Mara

Etichette:

2 Commenti:

Blogger Unknown ha detto...

Dopo tutti i concerti di Miriam Makeba che mi hanno accompagnato nella vita, le posso solo essere grata per aver seguito la sua passione trascinante e coinvolgente. Finire su una nota cosi' sincera non e' da tutti.

13 novembre 2008 01:54  
Blogger Mara ha detto...

@Tiziana: sì, mia cara T.
Hai colto appieno il senso di questo post, un semplice voler guardare con occhi ammirati e riconoscenti una donna simbolo, da cui ho percepito grandissima forza, coraggio, energia, passione travolgente. Non è da tutti arrivare a vivere in modo così pieno la propria vita, tuttavia per tutti in realtà è possibile.

Un bacio immenso. : )

13 novembre 2008 10:23  

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page