martedì 2 dicembre 2008

Never back down.

Non avevo idea del perchè avessi scelto questa foto.
Nè del perchè quella canzone, Never back down, mi tornasse sempre in mente.
Lì per lì non mi sembrava neppure di essermi mai soffermata sul suo significato.

In questi mesi ho scritto tanto.

Ho un progetto a cui penso da tempo, la sceneggiatura di una graphic novel. Si chiamano così oggi i romanzi a fumetti auto conclusivi.

Il contenuto mi porta ad addentrami in un terreno minato, mi fa sporgere con la testa in una soglia profonda che mi spaventa, mi respinge, mi chiama ad essere guardata per quella che è.

"You never back down. Hurts me. Just get it back"

E' una storia come se ne sentono tante. Una storia di escalation di emozioni.
Un età in cui tutto è spinto al sacro dell' eccesso. Del piacere, del dolore.
Un' età in cui il filtro della coscienza adulta è un asino che raglia rendendo impossibile l' ascolto e l' arrendevolezza.
E' il momento del desiderio che opprime e deve essere liberato; del nascondimento di ogni sentimento che non trovi specchio di sè in un altro viso, in altri occhi, in un' altra bocca.
E' il tempo dell' orrore al cospetto della non autosufficienza. Della dipendenza da estrinsecare e uccidere prima che avveleni e seppellisca il futuro.
Il dolore non conosce luce soffusa ma è un acido, acrilico fluorescente rovesciato su una tela nera.

Tante grida. Violente. Mute.
Non voglio mentire. Non voglio nascondermi. Non ho bisogno di nessuno. Sentitevi responsabili.

E' una storia di amore. Di istinto. Di nessun eroe e di nessun vinto.

"Never back down".
Perchè non arrendersi mai?

E' storia di chi vede nella rinuncia un buttarsi a precipizio nel vuoto della perdita. Di un intero mondo. Di sè.
Di chi sente la resa tutto, fuorchè la libertà dalla forzatura dello stringere il morso e tirare avanti. Nessun eroismo nella rinuncia all' obbligo del continuare a spingere, del serrare i pugni senza udire, senza vedere. Senza parole.

"No, non mi importa. Sono felice di lasciare la Terra". L' unico salto nel vuoto che odora di eternità, il solo arrendersi ammesso.

Un abisso di giovinezza che cerco di conoscere, di esplorare.
Un mondo quasi mai felice, di cui ricordo in pochi brevi momenti una me stessa che avesse luce, sguardo, mani, pensieri, scelte, atti che riconosco oggi come miei.
Volevo. Non sapevo.
Mi sono arresa tante volte convinta di lottare.

Just now, I never back down.


Mara

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12 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Da ragazzino ero anch' io molto infelice. Mi sentivo imprigionato, non sapevo cosa mi facesse stare male e tuttora credo di non saperlo con precisione. Non avevo motivi particolari per stare male, non mi sentivo me stesso, non sapevo chi ero.
Ecco, a ripensarci credo che fosse questo il problema.
Però oggi in quel ragazzo vedo un' energia capace di spostare le montagne.

Grazie per avermi fatto ricordare, Mara. Ti leggo, ma spesso non trovo le parole o il tempo per commentare.
Un abbraccio.

Iacopo

2 dicembre 2008 18:43  
Blogger Mara ha detto...

@Iacopo: grazie Iacopo. Grazie per le tue parole tanto belle.
Mi riconosco molto nei tuoi ricordi, nei tuoi pensieri.
Parli di un' energia dirompente, capace di distruggere, di distruggersi, ma anche di abbattere muri, ostacoli, di raggiungere vette e altezze rare...
Che orrenda pedanteria il senno di poi! Sarebbe magnifico se quelle potenzialità a quell' età fossimo tutti in grado di gestirle e di sfruttarle al meglio, di fatto non avvviene quasi mai perchè non siamo in grado di vederle, di riconoscerle, di accettarle o di indirizzarle, impegnati come siamo a soddisfare il bisogno di demolire un intero mondo per costruirne uno nuovo, tutto nostro, adulto.

Un abbraccio a te Iacopo.
A presto!
: )

2 dicembre 2008 19:01  
Anonymous Anonimo ha detto...

Un bacione per augurarti una splendida giornata!!!
RITETTA

3 dicembre 2008 11:38  
Blogger Mara ha detto...

@Ritetta: grazie tesoro, il tuo passaggio è sempre solare come tu sei!
Un bacio grande, grande.
: ))))

3 dicembre 2008 11:53  
Blogger Unknown ha detto...

That's right, Mara: never back down ;-)

4 dicembre 2008 02:34  
Blogger Mara ha detto...

@Tiziana: ciao grande T.!!!!!!!!!!!
Questi recenti accenni anglofoni sono a tuo uso e consumo, sai?
; D
Ti immagino alle prese con una forsennata corsa contro il tempo nella revisione di bozze! Never back down davvero: manca poco, e poi -per mezza giornata- puoi respirare! Eheheheh!

Baci, T.

4 dicembre 2008 14:07  
Anonymous Anonimo ha detto...

Non sai quanto ho bisogno in questo periodo che qualcuno mi spinga a non mollare...
Mi faccio vedere meno qui anche per questo.
Me lo scriverò su un post it sul pc, questo never back down.
Grazie e bacio.

P. S. Hai fotografato la mia adolescenza!

4 dicembre 2008 14:13  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sono MinaC.!
Sorry, la testa...

4 dicembre 2008 14:14  
Blogger Mara ha detto...

@MinaC.: Mina cara, grazie di essere passata e di aver lasciato una traccia di te. Ha ancora più valore per me, sapendo del tuo periodo buio.
Credo che i momenti in cui siamo più fragili, confusi, toccati da vicende severe, siano anche quelli in cui ci sentiamo più soli. Ecco perchè il calore, la presenza, una parola, il semplice ascolto, di qualcuno che ci sia vicino, hanno un valore senza prezzo. Ci parlano spingendoci davvero a quel "never back down" di cui scrivevo, di cui scrivevi. Non si può, non si deve esser soli nei momenti duri. A volte anche un semplice sorriso, uno sguardo che trasmette vicinanza, possono dare la forza di non mollare. Nelle piccole come nelle grandi difficoltà.
Io sono qui. Se vuoi parlare, lo sai, scrivimi.
Un bacio grande, grande.
: )

4 dicembre 2008 15:10  
Anonymous Anonimo ha detto...

Oddio, "il senno di poi" non lo sopporto granchè. E' quello che ti fa pensare che gran parte di quello che hai fatto è sbagliato. Non è per niente bello, soprattutto se lo applico alla mia adolescenza. Avrei potuto fare tanto e non ho fatto o ho fatto altro... Ecco, non mi piacciono questi pensieri,proprio no!
Leggerti, invece, è sempre bello!

baci

4 dicembre 2008 19:01  
Blogger Mara ha detto...

@Clo: sì, tesoro, anche io non lo amo per niente il senno di poi, la saggezza tardiva e retrograda, i "se" e i "ma" che non servono a nulla, se non ad alimentare odiosi e inutili sensi di colpa...
Molto raramente mi guardo indietro.
Le scelte le vivo nel mentre e le medito, a differenza del passato, in cui le affrontavo solo con l' impeto. Ma non rinnego nulla, nè ho rimpianti, anche rispetto ai miei errori, con l' idea che spesso si agisce come si può, non sempre come si vorrebbe. (Prendi quest' ultima cosa con le pinze, non in senso assoluto, naturalmente! Eheheheh)

Baci, dolce Clo.

4 dicembre 2008 23:24  
Blogger Unknown ha detto...

Carissima Mara,
grazie per il bellissimo commento che hai lasciato sul mio blog. Le tue osservazioni sono sempre cosi' acute; mi fa sempre un piacere grande vedere il tuo nome.
Un abbraccio,
T

5 dicembre 2008 01:05  

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