mercoledì 30 luglio 2008

Fra' Giorgio: Un assaggio per voi da "Leggimi nei pensieri".


La mattina mi sveglio sempre molto presto. Il sole non è sorto ancora, la mia cella è tutta immersa nella penombra, salvo che per quel filo di chiarore che filtra da uno degli scuri che non riesco mai a chiudere bene.
Da quando sono in convento non ho bisogno della sveglia, che strano… ricordo che quando vivevo in paese con mia madre, se non veniva a chiamarmi in modo energico, con la tazzina di caffè caldo, i miei occhi tutti impastati non riuscivano a vedere la luce.
Ora non ho più bisogno di queste cose, non ho più bisogno di molte cose e sono felice.

Non che per natura abbia mai avuto particolari necessità: per me contava la famiglia, un piatto caldo buono con i sapori della nostra campagna, Rocky il mio cane da pastore, un piccolo lavoro che mi desse da vivere, in modo semplice è chiaro, per non stare senza fare niente. Nella mia famiglia non usa “campare i vizi”, noi diciamo così, cioè non si alimentano i vizi ma si lavora onestamente, perché l’uomo sta al mondo per essere operoso. Ho fatto un po’ di tutto prima di arrivare qui: il bracciante, il camionista, l’ambulante, tutti lavori che si trovano giù da noi se non ami studiare e a me, per la verità, non è mai piaciuto un granchè… Non sono mai stato portato, lo dicevano gli insegnanti a mia madre: "Signora, non è per lui… trovategli un mestiere. E’ tanto buono, rispettoso, serio… Sarà un gran lavoratore, un buon padre di famiglia."
Ma anche le donne non sono mai state cosa per me. Non le capivo, non sapevo mai cosa dire, sono troppo timido e semplice… Ero sempre in imbarazzo quando dovevo parlarci, persino con Enza, lì al forno in paese… anche chiedere un chilo di pane col lievito madre era una pena. Forse perché mi guardava sempre con due occhi strani…o perché è bella, lo so, tutti ne parlano da noi, ma per me no, troppo disagio…
Comunque, l’ultimo lavoro che ho fatto è stato vendere aspirapolveri, è stata una esperienza strana perché quelle macchine sembrava facessero apposta a non seguire nessuno dei comandi miei! Oggi lo racconto ai confratelli ridendo perché secondo me il Signore attraverso di loro ha voluto dirmi : "Giorgio mio, levaci le mani! E’ qui che sarai felice, qui sul mio cuore. Lascia aspirapolvere, paese, casa, Enza e tutto quanto e vieni con me. Ti farò pescatore di uomini."

[...]

Sono sempre stato molto devoto, mamma ha insegnato a tutti noi figli il timor di Dio. Papà non l’ho conosciuto, è morto che avevo pochi mesi, nella cava, schiacciato da un rullo. E’ molto frequente giù da noi, non si lavora sicuri e ogni tanto, ecco una nuova vedova… Prima le riconoscevi subito perché vestivano tutte solo di nero, dal giorno del lutto fino alla fine. Qualcuna, ricordo, nella bara si faceva mettere un foulard a fiori, ma erano sempre fiori scuri, blu, marrò, al massimo rosa scuro, niente di acceso. Oggi non usa più e le vedove, specie se sono giovani, quando mi vedono scendere giù in paese per le feste, mi dicono che già l’hanno pagato il loro tributo e pure il nero sarebbe troppo… Molte si risposano, mia madre mai. Forse la vita in campagna con tanti figli da crescere ti toglie certi pensieri.
La domenica mattina mamma ci portava tutti presto alla Santa Messa. Sembrava una festa! Ci faceva lavare bene, ci vestiva con la roba buona, preparava un pranzo che mandava un profumo…diceva che il Signore ci aspettava con ansia per cui dovevamo essere sempre puntuali e non rimandare mai alla sera, anche perché se poi avessimo avuto visite nel pomeriggio che avremmo fatto? Mandare via gli ospiti stava male.

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Il mattino per me ha avuto sempre l’oro in bocca, mi sale la gioia nel cuore a guardare, fuori dalla finestra, l’orto coperto come da un velo scuro che mi fa venire subito in mente le reti nere, a maglia stretta stretta, dei pescatori di sardine… L’aria punge come spilli e la terra odora d’acqua. Le ombre piano piano si vanno ritirando e tutto si colora di grigio-azzurro. Di fronte alla mia finestra Padre Guglielmo apre anche lui le imposte e come ogni mattino, ci salutiamo con un timido sorriso. Lui perché non ci vede molto bene e teme forse di non riuscire a guardarmi proprio negli occhi e io perché provo troppo rispetto per un Padre che è stato così illustre nel nostro Ordine. Ha scritto tanti libri, molte parole che usa le ho cominciate a conoscere studiando qui in Convento, cercandole la notte sul vocabolario, ma comunque non le saprei usare.
L’ho detto prima, sono una persona semplice. Mi piace la natura, lì ci vedo Dio. La natura tante volte nella vita mi ha consolato, abbracciato, illuminato, parlandomi della mano del Signore su di noi.

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In paese, quando mi incontrano, talvolta mi chiedono se tutti i frati sono come me e se in convento c’è la pace che vedono nei miei occhi… Purtroppo, non so mai cosa rispondere a questa domanda. Io ho trovato la pace e non riesco a pensare sia in altro modo che così…

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6 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Ciao mara, sono tornato dalle ferie, non ero morto!

Bellissimo e commovente Fra' Giorgio.

Iacopo

31 luglio 2008 13:02  
Blogger Mara ha detto...

@Iacopo: Iacopo finalmente!Sono contenta di rivederti qui, spero tu ti sia riposato a dovere!

Ferie di luglio, ottima scelta... Via dalla pazza folla!

Un abbraccio e grazie per l' apprezzamento!
Fra' Giorgio piace davvero a molti, ne sono felice.

31 luglio 2008 14:31  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ho letto Fra' Giorgio ieri sera tardi e, stamattina, sono andata in libreria per comprare il libro.
Volevo farlo da tempo, questo racconto poetico mi ha agganciata così tanto che sono corsa in libreria...
Purtroppo è andata com' è andata,
ma proverò diversamente, Mara! Sei troppo brava!!!

Mina C.

31 luglio 2008 16:48  
Blogger Mara ha detto...

@Mina C. Grazie mia cara... Mi commuovi!

Per uno scrittore non esiste un riconoscimento più grande del riuscire a trasmettere emozioni ai lettori. E nel sentire la loro soddisfazione e il loro entusiasmo.

Ti abbraccio con affetto! Grazie di esserci sempre!

31 luglio 2008 17:06  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ciao! Non ho mai scritto, ma leggo da tempo.

Mi ha colpita molto questo racconto. L' ho trovato commovente e fresco, il personaggio è delineato benissimo, quasi lo puoi vedere...

Ordinerò il libro via internet!

Bimba

2 agosto 2008 11:59  
Blogger Mara ha detto...

@Bimba: cara grazie! E' bellissimo sapere che il Blorum viene letto, seguito, anche senza commenti!
Immagino volti sconosciuti, sorrisi che non ho mai visto, pensieri che rimangono nel segreto...

: )))))))))))))))))

E grazie anche per le tue parole su Fra' Giorgio, è uno dei racconti più amati dai lettori, forse proprio per quell' ingenuità del cuore, la semplicità d' animo, la serenità, che tanto desidereremmo non aver perso con la fine dell' infanzia...

Baci, Bimba, ti aspetto qui!

2 agosto 2008 12:46  

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